mercoledì 4 novembre 2009

Su di un razzo


Leggevo la poesia di uno che racconta
del suo passato da monello a due ruote.

Inevitabilmente mi sono ritrovato a pensare ai miei di tempi,
quelli in cui la strada prediletta era la scalinata della chiesa madre
del mio piccolo paese.

Avevo una bici così massiccia da sembrare un motorino.
Quattro ammortizzatori, cerchi in lega, freni a tamburo,
cambio a tre marce d'ispirazione automobilistica nello stile,
sella massiccia e comoda.

Ricordo bene quanto pesasse la mia "Rocket", specie in salita!

In quei giorni d'estate facevo quella scalinata giù in discesa,
come fossi davvero su di un razzo.
Come su di un razzo dritto e senza freni bensì accelerando giù
in discesa verso la piazza fino al primo incrocio.

Ricordo ancora il suono che produceva la tassellatura
degli spessi pneumatici sulla strada mista.
La "musica" si alternava via via più velocemente all'aumentare
delle pedalate.

E che sgommate laggiù poi!

sabato 31 ottobre 2009

Accenti


Oh si si come no, subito, altrochè!
Che ci vuole, esci in strada et voilà,
le jeux sont fait.
Invece, altolà. Chi va là?!

Fermo o sparo.
Marò... e chi si muove mò!

Pareva facile.
Non lo è più, lo sai pure tu.

I like this...

Uhm!



Rischi zero. Balle.
Verità o finzione?
Dannazione!
Già in corpo farfalle!

Pensiero stupendo.
Maledizione.

Diva-gando.

Brina



Sensi fisici di scomodo nella stanza.
Notte quasi insonne, brividi di freddo, tosse graffiante. Nausea.
Flash abbaglianti, effimere occasioni, grossolani errori, sospetti.

E' solo un'altra estate passata, solo una tacca in più. Solamente.
Nulla di eclatante da registrare, eccezion fatta per la solita mole di
delusioni e movimenti sbagliati sulla scacchiera della vita.

Ora che i riflettori vanno via via spegnendosi, in sequenza,
si riescono a vedere meglio quella serie di nefandezze.
Piacerebbe si fosse più ritmati, ma così non è, non ancora.

We are waiting, ma per ora questo è quanto...

Fast-idi-lliaco!



Venghino signori venghino è qui la festa. Ah si?!
Luce lunare riflessa sulla lattina ancora bagnata, di li a poco iperidrosi alcooliche.
Flash che abbagliano e scagliano pensieri, osservazioni, oh no! Ancora un sorso và ...
In gara fuorigiri, picchi di esuberanza, sorpassi azzardati e curve ingestibili.
Tutto è lecito in notturna ma zero fastest lap.

Sorrisi divertimento ed una certa dose di fastidio per quel qualcosa che già sai,
non torna mai. Shake questo pensiero con quello, ancora retrogusti amari.
Non sono più un bambino.

Emozioni.



Sono come nascoste nell'aria, alle volte sferrano fendenti apparentemente indolori.
Sono come un soffio di vento che arriva e ti pervade avvolgendoti e scopigliandoti i capelli.
Solo dei fastidi, alle volte. Fanculo!

Ci pensavo stamattina sai?
Mentre ero sul letto, appena svegliatomi attingevo al patrimonio dissestato dei miei pensieri belli,
niente da fare, tempi lontani ormai. Fulgide illusioni pure quelle, ne è la prova. (Super)novae.

Stupidi flussi elettrici.

La notte.



La notte intesa come quel momento in cui pensieri e riflessioni sono più luminosi. Come stelle nel cielo.
Aldiquà della bassa marea di cose sensate al chiaro di luna, prevedibilmente sorrisi spasmodici.
Illusorie verità e non congeniali apparenze, distorsioni ritmiche e pulsazioni nervose. Silenzio.

Luci nel cielo, stelle inchiodate. Dov'è lo spettacolo?
Pensieri superstiti per stelle decadenti o decadute. Perchè?
Ingestibili emozioni, confusionarie decisioni, liberatorie situazioni. Reset.

Press any key to continue ...

giovedì 28 maggio 2009

Lo scarabeo ...


Il bello assolo di chitarra è qualcosa di piacevole da ascoltare. I cento metri sotto il muro dei dieci secondi son gesta splendide da osservare. Il disegnatore virtuoso all'opera è un momento creativo che da vertigine. La partenza dello Space Shuttle è il sogno di ogni bambino. Il trapezista equilibrato nelle sue evoluzioni è paura che avvicina ed affascina. Le parole giuste nel momento e nel luogo giusto sono vestite a poesia. Il gioco dello scarabeo ...

Tutte cose che non so fare o a cui non ho assistito.
Tutte cose che ANCORA non so fare o a cui non ho assistito.
Life's short, maybe, forse no...

C'è del bello in giro, un pò più in là. Inaspettatamente.

mercoledì 6 maggio 2009

Hey, dai!


Dove sei? 
Cosa diavolo stai aspettando ancora?
Hey, spicciati sono qua! 

Cerco di pensare a come sarà, ci provo sai? 
Tutte le volte che lo faccio giungo a conclusioni diverse, 
tutte sinceramente "preziose".

Il tutto si sgretola, 
si polverizza e svanisce nell'attimo di un pensiero,
quindi rinasce con nuove forme e nuovi colori...

domenica 4 gennaio 2009

Avventuriamoci assieme...


Se davvero ci tenete a venire con me non dovete assolutamente deludere. Ho detto!E' una selezione dura questa perché poche sono le cose che indiscutibilmente mi piacciono. Ero diffidente ma ho comunque pensato di dare una chance, qualcosa già di principio non mi convinceva. Non avrebbe dovuto in nessun modo deludermi, anzi al contrario doveva mostrare il meglio sè. Appariva calzante, complice delle mie azioni, dei miei movimenti. Aveva qualcosa di vissuto che non faceva che convincermi sempre più a decidere per il si.


Certo quella lampo in luogo dei bottoni ( ...molto più belli e comodi i bottoni ) non mi convince del tutto, però il resto si. Levi's 505, non deludetemi perchè sarete i miei compagni di avventura, nonchè diario indossabile...

[comunque nulla rimane meglio dei 501 old style ...e credo quindi che andrò in giro per bancarelle vintage! ]

venerdì 5 dicembre 2008

Air Bag ...


Il freddo avvolgente copre le mie mani, i brividi percuotono la mia pelle, la musica pervade la mia anima, sono questi i sintomi di una sotterranea tristezza. Attimi così mi è capitati già di viverli, allora come ora, a più di dieci anni di distanza provo le medesime emozioni. Appaio malamente sospeso, un poco ignaro, indeciso e perciò arrabbiato. Tutto come allora, tale e quale.

E' triste pensare "the show must go on" e vivere come se tutto sia normale. Assuefazione. Questa è assuefazione, è un prendere atto della situazione e andare avanti quasi senza accorgersi. E' uno scrollarsi le spalle, cercare una vanamente risposta e poi concludere con un desolantissimo "io che ci posso fare?!". Desolante, si desolante! Essere lontani è crudele, è crudele vedere negato quel contatto visivo che molto più di mille parole spese comunica.

Rifuggo nei ricordi allora, dove sò che sicuramente non troverò che rassicuranti sorrisi. Quanti ricordi, quante sorrisi mi riuscivi a strappare con quella tua voglia di scherzare sempre, un eterno giovanotto con una vigorosa verve! Quella tua voglia di scherzare, sempre a prendermi in giro e a farmi arrabbiare, sempre a tediarmi "...ero di Rocchetta io...", e tutti a consolarmi, a dire lui scherza, quando ti dice queste cose devi rispondergli in questo modo, e partivano i consigli. Quella volta sulla mietitrebbiatrice, rossa in quei campi dorati della Puglia, sembra strano come ancora vivo quel ricordo nei miei occhi quanto mi sembrava di essere al comando di un'astronave. Le estati passate a casa tua con, con i miei cugini, che mi portavano in giro a mò dì mascotte.

Non è bello saperti sofferente.
Non è bello affatto pensare l'impensabile.
Che bastarda è la vita...







lunedì 22 settembre 2008

Estemporanee pulsioni...


Era li da un sacco di tempo e continuavo a tenerlo benchè la sua funzione fosse da tempo ormai terminata. Era li quasi solo a testimonianza di un ricordo ormai lontano.

Più sinceramente, probabilmente trascinava con se oltre che un "semplice" ricordo, anche una sorta di speranza. E' sempre l'ultima a soccombere quella.

Accadono così certe cose, sono istantanee accelerazioni
che portano verso una qualche forma di cambiamento.
Cose da poco che però significano tanto.

Via gli ultimi ricordi...

domenica 7 settembre 2008

La vita...

La vita è un " da consumarsi preferibilmente entro ..."

Lo spunto stasera me lo ha dato Battista, da tutti chiamato Giovanni ( il cui vero nome è Giovanni Battista...). Io lo chiamo Battista perchè alcuni dei suoi migliori amici (quelli che lo conoscono da sempre per intenderci...) lo chiamano così, e poichè loro me l'han presentato...
Alcuni Battista ( o Giovanni ...che dir si voglia...) lo chiamano "Sballone". Usa lo stesso "nickname" anche come appellativo della sua messaggeria...

Niente, volevo solo dire che a dispetto del suo "nickname" Sballone non dice davvero nulla di sballato. Forse, fino a quando della tua vita puoi decidere...

mercoledì 27 agosto 2008

il solito strano risveglio...

Quello del ventisette agosto è il solito strano risveglio che già sai, già conosci, che ti un pò ti spiazza ma poi infondo ti fa sentire meglio. Ogni anno è sempre la stessa storia, una sorta di deja-vù al quale mai ci si abituama che si conosce assai bene: il paese si svuota e questo è il segno tangibile cheanche questa estate di vacanze a breve sarà solo un ricordo. E' solo un attimo di tristezza ma c'è anche dell'altro, una sorta di senso di sollievo...

"Un giorno apriremo una porta ad entrata tu bianca e fatata sarai la mia luce..."


Sollievo, scrivevo SOLLIEVO...
Puoi fare tutte le vacanze che vuoi, puoi scalare montagne a mani nude, nuotare per chilometri, volare appeso ad un aquilone, attraversare deserti ma poi infondo se non hai un sogno in cui credere, un sogno da poter pure condividere il tutto ha un'accezione più "blanda"... La sensazione di conoscere il domani in queste condizioni schiaccia al suolo ed immobilizza, rallenta il movimento delle libere e gradevoli emozioni. Qualcosa s'inceppa. Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di credere nella grandezza propri sogni, probabilmente è vero.

"Starlight, I will be chasing your starlight until the end of my life..." Avercelo, avercelo!

Non mi si pigli troppo sul serio, non è grossa vena malinconica è solo un "fare il punto" di certe situazioni. E' stata tutt'altro che noiosa questa estate e finirò probabilmente per rivalutarla come si deve, quando il grande freddo torinese verrà a trovarci fin sotto le coperte di quel letto sciancato. Un mucchio di amici "di" Torino qui nel mio paesiello e la cosa mi fa molto più piacere di quello che si potrebbe evincere con l'ausilio del solo senso della vista. Altre persone m'han emozionato e destabilizzato ...qui, è superfluo pure ribadirlo, il senso della vista gioca un ruolo molto diverso: dà origine a quel concerto silenzioso, basso e batteria... Altre ancora mi ha fatto piacere semplicemente conoscerle e mi hanno incuriosito davvero tanto. No, non è stata una estate "banale", m'è piaciuta ed ora che è finita rimane solo quella sorta di sollievo...

Sollievo...

lunedì 11 agosto 2008

Da quanto è che non ci vediamo?

A certe cose non ci si fa mai l'abitudine. Impossibile. Tu puoi dirti straconvinto che possa essere governabile l'interiore situazione dei "temporali" emozionali, il risultato è sempre lo stesso: corri il rischio di pigliare una mastodontica cantonata. Scemo, manco Superman ci riusciva! Conviene abbandonare ogni preconcetto, e lasciare che tutto accada, semplicemente.Saluto un'amica, che vuoi che sia?! Ormai è un'amica, lo è sempre stata d'altronde...

Ahimè ai tempi non ebbi mai il coraggio di "dichiararmi", troppo sfigato quel guaglioncello,innamorato e perso in maniera non matura ma certamente "speciale" (per me è per forzadi cose speciale... data la difficoltà che riscontro ad avere "good vibrations"....).Era bellissima, tanto da silenziarmi e ammutolirmi. Rimanevo "in silenzio" parlando a più non posso, sparando fesserie, buttandola in simpatia per paura di dire quello che pensavo, davvero. Gli anni passarono ma tutto era sempre così uguale... alla sua visione corrispondeva all'inizio di un concerto, basso e batteria (soprattutto batteria...)...

Il tempo passò non tanto lesto, ma passò. Arrivarono altre situazioni altri sballottamenti, mai totalmente capiti, belli si, ma mai fino in fondo compresi. Lei però era sempre li, in volo nello spazio dei ricordi delle belle cose, pensate, sentite ma sempre taciute. Un giorno sufficientemente (??) lontano le raccontai quello che per me aveva significato, stentai a farmi credere benchè dissi tutta la verità niente altro che la verità ( ... ). Una cosa che un uomo non dovrebbe mai fare è dire di avere compreso una donna...

Saluto un'amica, che vuoi che sia?!
Li dove mi aspettavo di trovarla non la vedo, me ne torno così al posto da cui ero venuto, ma durante il tragitto la vedo, lei pure, mi guarda spalanca un bel sorriso e si avvicina a me e sempre con quel suo fare elegante e tranquillo mi saluta. Stiamo pochissimo tempo, non so per quale dannata ragione avessi fretta, però stiamo pochissimo. Fa strano, dico lei mi fa uno strano effetto anche se mò e tutto diverso.
Più tardi torno a trovarla per parlare un pò con lei, dannazione quanto cacchio è bella! Che guardassi il mare ricamato dal vento a mò di merletto o suoi occhi il rischio che mi sembrava di correre era lo stesso: affogare. Perfetto!

Io parlo parlo parlo parlo parlo parlo... e parlo, e poi parlo, parlo ancora,
non sarò più il guaglioncello di undici anni fa ma parlo allo stesso modo e per lo stesso motivo! Parlo e mentre parlo interrompendomi mi chiedi: "...da quanto tempo è che non ci vediamo...?", e poi aggiungi "oh, scusami, continua non ti volevo interrompere, pensavo...", con quell'aria indecifrabile e quasi criptica. Sei proprio chiusa come un'ostrica... non lasci trasparire granchè!
Bello rivederti...